Belle novita´, ne abbiamo?

Oggi e´ giorno di nuovo look, come potete vedere, ma non solo. Oggi e´ il giorno in cui cevalentine.wordpress.com diventa povericuoriumani.com, registrando un dominio vero e proprio. Diventiamo grandi insomma. Da quando e´ online, Poveri Cuori ha ricevuto 12.300 visite, mi sembrava l’occasione buona per celebrare e, ovviamente, per dire Grazie! a chi continua a dedicare un po’ di tempo a leggermi.

Perche´ un vestito nuovo, più serio e ricco?
Sapete, da qualche mese a questa parte un pensiero mi perseguita. Ho lasciato il mio amato lavoro volontariamente con la fortuna in mano di poter scegliere di fare quello che voglio. Ecco, e adesso quindi cosa faccio? Il pensiero di non lavorare più, quindi di non produrre, mi stava facendo sprofondare nel tunnel dell’inutilità, mi ero identificata a tal punto nel mio lavoro che non potevo essere altro. Perche´ non possiamo semplicemente essere?
Una frase letta in un oroscopo snob, qualche giorno fa, mi ha fatto riflettere.

Preoccupati meno di chi pensa che sei splendido come il sole e dedica più attenzione alle persone che accettano e amano il tuo lato oscuro.

Il problema e´ che non vogliamo semplicemente essere, vogliamo essere solo la parte bella di noi. Ci ho pensato un po’ e le persone che cercano di essere sempre meno imperfette, sono quelle che mi piacciono sempre meno. Non so se ce la faro´ a sopportare di non essere indispensabile alle giornate di colleghi e clienti, sicuramente povericuoriumani.com sara´ il mio baluardo, un luogo dove c’e´ il chiaro e lo scuro, dove realizzo i miei sogni, dove mi piacerebbe ospitare amici che passano anche solo per vedere come va.

Sogni Causati

Buongiorno Italia.
Mi sembra una buon orario per darvi la sveglia [buongiorno bambini] e per chiedervi, cosa avete sognato?
Io ho sognato che sniffavo coca dai grani spessissimi, una fatica! [ndr: mai assunto sostanze in vita mia, ignoro la natura del sogno e me ne disinteresso] Più in generale, io quando sogno, sogno sempre brutto, grottesco, spaventoso, ambiguo, violento, mortale, talvolta erotico, ma mai sereno. Sono empiricamente convinta che i cosiddetti sogni d’oro [o come come cantava la sempre sobria Annie, gli Sweet Dreams] siano una chimera, una invenzione dei genitori per farci dormire prima da bambini [e levarcisi prima di mezzo…]. Si dice che i sogni siano causati da quanto accade di giorno. Partendo da questo assunto dedurrei che passo proprio delle giornate di merda. No, non funziona. O che siamo noi che causiamo il sogno con il lavoro del nostro inconscio. In questo caso si direbbe che ho sempre una battaglia da combattere. Gia´ più verosimile.
Voi che tipo di sognatore siete? Causate i vostri sogni? Cioe´, siete di quelli che si mettono a letto lindi e pinti, con le coperte rimboccate e i denti lavati e pensate intensamente tipo alla spiaggia di Phuket o alle zinne di Belen e poi vi addormentate sognando epiloghi fiabeschi di vicende di cui siete indiscussi eroi? Oppure siete di quelli che si addormentano sul divano vestiti, denti rigorosamente non lavati, con un bicchiere di vodka di mano [ognuno può sostituire con un alcolico a preferenza] e la bava che sgocciola sul tappeto? [se siete così sappiate intanto che vi stimo e che dovete prendervi un cane, e´ l’unica cosa che vi salverà da morte certa leccandovi la faccia appena in tempo].
E i sogni ad occhi aperti, quelli per il vostro futuro, ve li pianificate? Io quelli si, ho passato pomeriggi interi a sognare ad occhi aperti, e quelli davvero erano sweet dreams. Alcuni più grossi si sono anche avverati. Voglio dire, non si e´ mai avverato [e non smetto mica di sognarlo eh] che uscissi dalla doccia e magicamente pesassi 10kg in meno, ma qualche soddisfazione personale, una bozza di famiglia e un giro per il mondo, quelli si. Non mi e´ mai capitato pero´ che i sogni si avverassero senza che, come nelle fiabe [forse c’e´ un motivo per cui ce le raccontano], mi si presentassero davanti una fila di antagonisti, discese agli inferi, mostri e draghi da vincere, strade da percorrere a piedi. Forse allora e´ così che si dice che causiamo i nostri sogni, forse vogliono solo dirci che dobbiamo lavorare per essi, combattere, camminare a lungo e perderci. Che sogniamo di notte o di giorno, inconsciamente o ad occhi aperti, siamo sempre noi stessi, che ci stiamo dicendo che abbiamo una missione da compiere. E, fidatevi, non possiamo pensare qualcosa che non abbiamo gli strumenti per fare.
E voi? Quali sono i vostri sogni?

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“Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio” Salvador Dali´

10 giorni di me e di te (e Shanghai)

Giorno 1 – L’impatto e il campeggio
Scendo dall’aereo preparata alla guerra. Reduce dai racconti di mio marito di aeroporti-lager, muri di cinesi pronti a torturarti. Invece, trovo un km di corridoio pre-immigrazione deserto, ordinatissimo e profumatissimo. All’immigrazione ci metto 10 minuti e un sorriso e ai bagagli la mia valigia e´ gia´ li ad aspettarmi a braccia aperte, un sogno, tipo Fiumicino […]. Poi si apre il sipario degli arrivi e tra qualche piccola testa grossa [i cinesi hanno teste giganti] trovo Lui, che mi corre incontro. Piango, poco e lo abbraccio, tanto. Il viaggio in taxi e´occhi grandi e meraviglia. Ricevo una spicciolata di regalini. Un iPad mini [che diventa immediatamente mio fido compagno di gite]; una moleskine nera, di quelle morbide meravigliose; dentro la moleskine: una dedica meravigliosa, a ritrovare me stessa in tutte le cose che amo di più, una sim card cinese, una business card della company Cinese, per i momenti più bui, quando mi perdo e devo farmi portare da qualche parte da un taxista ovviamente non anglofono. Casa nostra. Casa nostra e´in un complesso che e´stato ribattezzato Il Campeggio, per la natura rigogliosa che lo popola, le stradine lastricate che lo percorrono, la reception 24h open e i gruppi di vecchi che passano le loro giornate in cerchio a guardarsi, accendere incenso e talvolta fare la maglia. Ci piace il campeggio, ecco, diciamo che al posto dei camper ci sono 20 grattacieli da 35 flat ciascuno…o, come dice mia madre, alveari, perché ci immagina prigionieri di queste piccole celle dentro immensi alveari [grazie Madre, per aver dato la tua benedizione quotidiana alle nostre scelte di vita]. Io lo chiamerò comunque il flat cinese, per darci un tono.

Giorno 2 – Topolini di campagna
Mi sveglio stranamente riposata, nonostante il viaggio massacrante e la bottiglia di vino del ristorante francese dove ci hanno spennato la sera prima. Partiamo in assetto turisti per Pudong, lui felice come un gattino, io con il ciclo [si, mi e´partito il ciclo in aereo. si. non commenterò oltre]. La prima sensazione che hai uscendo dalla metro a Pudong e´che sei povero, poverissimo, e che loro sono degli yankee che lo hanno fatto meglio. I grattacieli sono mozzafiato e lo skyline sembra fatto apposta per quelle tragiche foto-cartolina. Parliamo dei centri commerciali? No, non parliamone. Perche´a noi, se diciamo centro commerciale, ci viene in mente in Grand Emilia, con la gente che gira in ciabatte, mette l’euro nel carrello… al massimo fa un giro a battone verso sera. No, qui parliamo di roba che se ci molli, me e le mie amiche, con free time e free credit cards, bisogna venirci a riprendere con l’ambulanza e un sedativo per cavalli.

Giorno 3 – Jet Leg
Capisco che le 24h di viaggio non sono poi così semplici da smaltire, mi sveglio gonfia come un gommone e con la vitalità di uno che e´appena passato sotto un camion. Torno a dormire, tanto. Tantissimo.
Prendo per la prima volta la metro da sola.

Giorno 4 – La Turista
Scuola d’inglese, pranzo nella concessione francese, manicure e passeggiata sulla rotta più battuta dai turisti di ogni ceppo. Mi sento rinata, forte, curiosa come non mi succedeva da tanto.

Giorno 5 – Real China
Decido che e´ora di provare a fare la spesa, da sola. Percio´scendo nel campeggio in perfetta tenuta da desperate housewife [capirete più avanti in questo post quanto questa mia cura sia pressoché inutile] e mi incammino nel quartiere, scoprendo nell’ordine:
a) che quello che credevo fosse un bancomat e´in realtà un telefono pubblico e lo realizzo quando, dopo 20 minuti di tentativi di scassinare la cabina con la mia tessera elettronica, sento alle mie spalle “Can I help you?”
b) che sotto casa c’e´una banca vera e c’e´scritto davanti
c) che sotto casa c’e´una agenzia immobiliare, con un battaglione di agenti che vivono in regime di semi-schiavitù, ognuno nel suo box, ognuno con la sua cravatta dal nodo largo e le scarpe di legno [credo sia una divisa internazionale]
d) che nel nostro quartiere i diavoli bianchi li guardano un po’ come si gaurdavano nel 1992 i primi neigher a Modena Est, con un misto di stupore-curiosità-ribrezzo che un po’ spaventa
e) che nonostante noi diavoli bianchi siamo per loro una strana specie da scoprire, i Gialli sono un popolo ospitale e gentile
f) che fare la spesa in un supermarket cinese mette in discussione tutte le tue certezze rispetto a quanto sei sveglio e indipendente e capace di cavartela in ogni occasione
g) che ogni Giallo, quando nasce, ha un pacchetto di diritti base [per il Bianco Italiano sono la propria parte di debito pubblico]: il diritto ad un lavoro, anche se sei quella che da Pizza Hut apre la porta ai clienti conciata con un mantello di Madagascar II addosso; il diritto a dormire sul lavoro; il diritto ad uno smartphone gigante; il diritto alla manicure
h) che i Gialli sono really dog friendly. Loro forse vanno in giro in ciabatte, ma il loro cane di sicuro avra´le scarpe

Giorno 6 – Cosa bisogna dire loro in fatto di moda
Dovete sapere che i Gialli sono grandissimi fashion victim. Malgrado ciò, ci sono cose che bisognerebbe proprio dire loro. Le calze. Non sanno quello che fanno con le calze. Se hai un open toe bordeaux [cristo stanto, bordeaux], perché la calza bianca? Se sei un uomo, e sei vestito di nero, perché abbinare un paio di calzini rossi con le strisce rosse della giaccavento e della borsa della spesa? Le scarpe. Primo, i sottotacchi li rifanno, sappiatelo, scrivetevelo. Secondo, la tua altezza non e´inversamente proporzionale all’altezza dei tacchi che puoi portare. Se il tacco supera la lunghezza della tua tibia, lo stai facendo sbagliato. I pigiama. Perché uscire in passeggiata la sera, in pigiama, fa così moda? [non sto scherzando, in pigiama, proprio quei bei pigiamoni coordinati giacca-pantalone]. Le sopracciglia. Colorate non sono mai andate di moda in nessun paese minimamente evoluto del mondo.

Giorno 7 – Le parole all’ombra di una birra
Ritrovare tuo marito in una maniera così piena e completa e ritrovare in ogni parola scambiata tra un sorso e l’altro, tutti i motivi che ti hanno fatto innamorare di lui. Festeggiare il mio 30esimo compleanno con 15 giorni di ritardo, noi due soli, con un regalo comprato da una matta, sul quale incidere un momento magico.

Giorno 8 – Farsi sempre compatire
“Io bevo un altro moijto [gigante], voi no?’
“Ah, i Veneti sono una razza che sterminerei.”
Benvenuto, nuovo amico Italiano, spero ti troverai bene con noi, siamo una bella coppia [di beoni].

Giorno 9 – Il Clima
Ci ho provato, giuro, ci ho provato. Tutta la prima settimana ho provato a trovare giustificazioni… sara´il jet leg, sara´che ho sbagliato la valigia, sara´ la primavera… No, c’e´proprio un clima di merda. Si passa dal caldo tropici al vento gelido della siberia. C’e´umido, vento. Umido e vento. Esci carina, con i capelli puliti e pettinati, truccata. Torni a casa che sembri una maschera di cera. I capelli? I capelli, vediamo…erano meno sporchi dopo una notte al Vox.

Giorno 10 – Dammi tre momenti, solo per me
Pranzo nella concessione francese, in un delizioso ristorante Thai [Simply Tahi, se vi capita], baciata da un sole sorridente [uno di quei momenti in cui non piove catrame o non grondi d’umidita´]. Manicure e pedicure nel mio nail bar preferito [mani blu intenso, piedini nude look, sempre per quel fatto che la manicure e´uno dei diritti inalienabili dell’uomo, per i Gialli]. Passeggiata. Colonizzare per qualche ora un panchina [bassissima, ma del resto, loro non sono alti] del Fuxing Park per scrivere della fortuna di essere qui.

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[Passeggiando per la città vecchia succede anche questo. Vi state chiedendo cosa sia quella sfumatura marroncina? Datevi una risposta.]