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Apologia [delle parole inutili]

“Il vero luogo natio e´ quello dove per la prima volta si e´ posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono stati i libri.” M. Yourcenar

[I libri fanno accadere cose meravigliose nella vita di chi legge. E il tempo che abbiamo per leggere e´ il dono più grande e incompreso. Il tempo che riempiamo ogni giorno di noi, interessa agli altri nella stessa proporzione in cui affanna chi lo vive. Quanto e´ maggiore il tedio che la vita ci propina quanto più chi ci circonda si alimenterà di questa stagnante insoddisfazione. Ricordate l’ultima volta che, la serenità e´ stata con voi e un amico vi ha chiesto ‘Raccontami della tua serenità!’? A nessuno importa della vita serena e dei segreti che nasconde. Se avete tempo per leggere o ancor più, per scrivere, vi sorprenderete di quanto nessuno, anche se tra chi vi e´ più vicino, si chiederà come procedono i vostri studi. Non uscite dal cliché che amici e parenti vi hanno cucito addosso, non potrebbero sopravviverne. Vedete, solo chi ama profondamente la bellezza e vi ha dedicato buona parte della propria vita può condividere con voi ciò che nasce quando si legge un nuovo libro o comprendere gli istanti densi di significato che si producono nella memoria viva di chi scrive. Solo questi gioiranno e faranno domande e daranno consigli. Solo questi non si aspetteranno da voi, ma aspetteranno con voi. La lettura, come la scrittura, si annoverano tra i bisogni primari, esattamente nella stessa pancia di significato del mangiare. Sono gesti del portare dentro e del portare fuori, nutritivi, gesti della bellezza. Certamente, c’e´ chi compie anche il gesto del mangiare in maniera meccanica, senza goderne, del cibo, del luogo, dell’esperienza, di ciò che si diviene dopo una cena ben fatta. Sono semplici, non malvagi. Ma, chi mangia gustando il sapore, chi sceglie le pietanze con la gioia del bambino e con l’occhio di visita un museo, chi legge pensando ad abbellire le proprie viscere, chi scrive pensando a lucidare il cancello del proprio giardino segreto, sapendo che lui solo, lui solo e pochissimi altri, godrà del piacere del farsi mutare dalla bellezza: solo questi sanno far accadere cose meravigliose in mondi immaginari. ]

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L’appartamento cinese

Lei e´ sola, sdraiata su un divano che si affaccia su una città che si raffredda a fatica poco dopo il tramonto. Fuma l’ultima sigaretta del primo pacchetto di Malboro cinesi comprate qui, nella città.
L’appartamento cinese e´ grande, grande abbastanza per metterci dentro tutti i pensieri che si possono fare quando si rimane soli qualche giorno in una metropoli. C´e´ silenzio attorno, perché nell´appartamento non abitano ne radio, ne televisione.
L’appartamento cinese e´ accogliente e spietato. Ti fa mettere comoda, con una bella tazza di te in mano, e poi ti lascia li da sola, con tuoi silenzi.
I silenzi non sono mai sterili, sono sempre gravidi di immagini. Lei, quella vera [ma chi può mai dirlo], e´ ancora sdraiata sul divano che legge un libro di un autore alla moda. Poco più in la, di fianco a Lei, ben vestita, truccata e languidamente abbandonata sulla penisola del divano c’e´ la lei che impersona il protagonista del libro, ovvero quanto di affascinante ha rubato alle pagine ben scritte dell’autore. In cucina c’e´ lei che lava i piatti, in tuta, con i capelli raccolti in una codina sciatta, non vede l’ora di finire. Di la´ in camera una lei molto più divertente che l’aspetta, stanno per uscire, e´ una lei fresca e ragazzina, curiosa. Vuole solo fare shopping e bere qualche drink in buona compagnia, forse fare l’amore, al ritorno nell’appartamento.
L’appartamento cinese l’aveva scelto Lui, quando Lei ancora non c’era. A pensarci bene, sembrava proprio l’avesse scelto per tutte quelle lei che sarebbero arrivate, chiassose e invadenti, di li a poco. Sembrava l’avesse scelto apposta per farla stare in silenzio e pensare a cosa di se stessa le piaceva di più e a cosa non le mancava proprio per niente, e per farla scrivere e leggere e fare cose belle. Ancora una volta. Ancora una volta l’aveva amata di più, in una maniera più intelligente, complessa ed elegante.

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