I sogni non fanno rumore – Un progetto di Roberta Dieci

  

Roberta Dieci è una scrittrice, oltre che mamma, insegnante ed amica da molti anni. Ha un sogno. 

Il mio compito è aiutarla ad avere la luce che desidera. Vi conosco, lettori miei: amate, come me, chi ama i sogni e lavora per realizzarli. 

Perciò, supportate questo bel progetto cliccando qui:

I SOGNI NON FANNO RUMORE


Qualche notizia in più sul progetto

Che rumore fa un sogno che rimbalza nella mente ancora addormentata del mattino? Che rumore fanno le passioni sconvolgenti che tormentano la mente?

La frenetica e bizzarra vita di Giulia, divisa tra letteratura e realtà, eleganza ed aggressività, tacco 12 e tacchetti da calcetto, amore e odio, è molto più complessa di quanto non appaia, al punto che, non di rado, il mondo onirico e quello reale finiscono per toccarsi ed inevitabilmente, scontrarsi. Guidata dalle parole e dagli insegnamenti della professoressa Anceschi, cullata dai giornalieri viaggi in treno, la protagonista scoprirà quanto il passato possa insegnare al futuro e quanto l’amore possa sconvolgere l’anima, ma eternarsi nel ricordo.


Trama

Il romanzo racconta la vita frenetica della ventitreenne Giulia, che si snoda tra partite di calcetto, amore, tacchi alti, esami all’università.
Ma nulla è come sembra e la vicenda, narrata come una matrioska, nasconde vari racconti al suo interno e, verso la fine del romanzo, il lettore è come catapultato in una nuova realtà, in una storia che già conosceva, senza però averne la consapevolezza.
I brani più famosi della letteratura europea accompagnano il dispiegarsi della trama e il treno su cui viaggia ogni giorno la protagonista diventa l’utopia, il non-luogo in costante movimento, in cui tutti i tempi e tutti i luoghi si concentrano, si scontrano e si fondono.


Nota dell’autore

L’idea prima del libro nasce grazie alle mie compagne di squadra e ad una serata un po’ malinconica in cui, per scherzo, ho deciso di mettere nero su bianco le nostre avventure sportive. Il nucleo iniziale si è poi via via arricchito ed è diventato una storia completamente diversa, che però racchiude tanti pezzetti di storie, alcune inventate, altre realmente accadute. Sono veri alcuni personaggi, sono vere le emozioni, sono veri i sogni, sono veri i ricordi.

In memoria di chi non può leggerlo, ma che può in qualche modo rivivere tra le sue pagine.


Roberta Dieci, classe 1982, vive e lavora a Modena: laureata in lettere classiche e moderne con lode presso l’Università di Bologna, sposata e mamma di due bimbe, insegna in una scuola superiore. Appassionata di letteratura e di sport, amante dello shopping compulsivo, cerca di incastrare, come in tetris, tutti i pezzi delle sue giornate. É la referente didattica e co-fondatrice di “Metis”, un centro di lezioni private pomeridiano con sede a Modena.

Una cosa divertente che non farò mai più #recensioni #leggibili

“Una cosa divertente che non farò mai più” D. F. Wallace (Minimum Fax, 2010)

Categoria: leggibili

On air: Better Man (Pearl Jam). Perché mi piace pensare che Wallace fosse un better man che non riusciva a sopportare di non esserlo ogni giorno abbastanza.

To drink: una bottiglietta di gin dal frigobar allungata con la coca-cola

Perché farlo: Perché doveva andare in crociera per la sua casa editrice e scriverci un articolo, ma gli è scappata la mano e ci ha scritto un libro. E io amo chi gli scappa la mano. E a Wallace la mano scappa sempre, perché anche nella situazione più demenziale, grottesca e surreale, c’è un battito di ciglia di poesia. Perché è un sensibile. E fa tremendamente ridere.

Cit.: E infine sappiate che il movimento di un piattello non colpito in movimento contro l’immensa volta di lapislazzuli del cielo in mare aperto assomiglia al cammino del sole – vale a dire arancione e parabolico e da destra a sinistra – e che quando il piattello sparisce nell’acqua tocca prima col bordo, non fa schizzi ed è triste.

Voto: 10

L’amore che ti meriti #recensioni #leggibili

“L’amore che ti meriti” D. Bignardi (Mondadori, 2014)

Categoria: leggibili (issimi)

On air: Una giornata uggiosa (L. Battisti). Alma, odore di mattoni caldi. Antonia, nebbia, pioggia e vapore sulla strada.

To drink: un bicchierino di amaro, per digerire, grazie.

Perché farlo: Perché è una storia complicata e misteriosa, ma con un unico semplice, profondo, messaggio. Perché è un libro sul perdono, sul fare pace. E perdonare(arsi) la propria famiglia è il passo da grandi, da adulti, la fine della ribellione e l’inizio della compassione, dell’insieme. Per Antonia, il passo è un salto tra la città dell’oggi e la provincia dei ricordi che non ha, tra il voler sapere a tutti i costi e l’accettare. E’ da leggere, perché, oltre che un perfetto romanzo è una bella Italia, di ieri e di oggi.

Cit.: La gente crede che il dolore faccia maturare, invece io penso che chi soffre troppo da giovane non cresca mai.

Voto: 8

Memorie di un’opera d’arte #recensioni #leggibili

“Memorie di un’opera d’arte” L. Scarlini (Skira, 2014)

Categoria: leggibili

On air: Je ne veux pas travailler (Edith Piaf), trucco nero sbavato e palcoscenico

To drink: Bollinger (bottiglie, casse)

Perché farlo: Il fascinoso ritratto di una donna misteriosa, folle, fatale e mortifera. Decadente e, allo stesso tempo, veloce, come l’epoca che scandisce il ritmo delle sue manie. Una storia infantile, sul tempo che passa e su un personaggio che pare non accorgersene, pur morendo in una, piccola, elegante nuvola nera. Discutibile la scelta dell’autore di raccontare le cronache della Marchesa Casati Stampa in terza persona, come in una pezzo di giornale troppo lungo, con un distacco che annacqua i toni forti e magici del personaggio.

Cit.: Mandai la commessa a portarle un piccolo dono della boutique. La ragazza trovò la Marchesa a letto, tutta truccata da vamp come un tempo, con una coperta di piume di struzzo nere, che consumava una colazione a base di pesce fritto e pernod liscio.

Voto: 6 e mezzo

 

Stoner #recensioni #leggibili

“Stoner” J. E. Williams (Fazi, 2012)

Categoria: #leggibili

On air: Please, Please, Please, Let Me Get What I Want (The Smiths)

To drink: caffè lungo bollente, in tazza grande

Perché farlo: Perché per resistere alla tentazione di sentirsi eroi, è necessario affacciarsi su una vita che di eroico non ha proprio nulla. E se chiudi il libro, dopo aver controllato il retro dell’ultima pagina, incredulo che possa essere finito così, con l’amaro in bocca, allora significa che per te è un good time for a change.

Cit.: Provava un piacere triste e ironico al pensiero che quel poco di conoscenza che si era conquistato l’avesse condotto a tale consapevolezza e che alla lunga tutte le cose – perfino ciò che aveva imparato e che gli consentiva quelle riflessioni – erano futili e vuote, e svanivano in un nulla che non riuscivano ad alterare.

Voto: 9