Sogni Causati

Buongiorno Italia.
Mi sembra una buon orario per darvi la sveglia [buongiorno bambini] e per chiedervi, cosa avete sognato?
Io ho sognato che sniffavo coca dai grani spessissimi, una fatica! [ndr: mai assunto sostanze in vita mia, ignoro la natura del sogno e me ne disinteresso] Più in generale, io quando sogno, sogno sempre brutto, grottesco, spaventoso, ambiguo, violento, mortale, talvolta erotico, ma mai sereno. Sono empiricamente convinta che i cosiddetti sogni d’oro [o come come cantava la sempre sobria Annie, gli Sweet Dreams] siano una chimera, una invenzione dei genitori per farci dormire prima da bambini [e levarcisi prima di mezzo…]. Si dice che i sogni siano causati da quanto accade di giorno. Partendo da questo assunto dedurrei che passo proprio delle giornate di merda. No, non funziona. O che siamo noi che causiamo il sogno con il lavoro del nostro inconscio. In questo caso si direbbe che ho sempre una battaglia da combattere. Gia´ più verosimile.
Voi che tipo di sognatore siete? Causate i vostri sogni? Cioe´, siete di quelli che si mettono a letto lindi e pinti, con le coperte rimboccate e i denti lavati e pensate intensamente tipo alla spiaggia di Phuket o alle zinne di Belen e poi vi addormentate sognando epiloghi fiabeschi di vicende di cui siete indiscussi eroi? Oppure siete di quelli che si addormentano sul divano vestiti, denti rigorosamente non lavati, con un bicchiere di vodka di mano [ognuno può sostituire con un alcolico a preferenza] e la bava che sgocciola sul tappeto? [se siete così sappiate intanto che vi stimo e che dovete prendervi un cane, e´ l’unica cosa che vi salverà da morte certa leccandovi la faccia appena in tempo].
E i sogni ad occhi aperti, quelli per il vostro futuro, ve li pianificate? Io quelli si, ho passato pomeriggi interi a sognare ad occhi aperti, e quelli davvero erano sweet dreams. Alcuni più grossi si sono anche avverati. Voglio dire, non si e´ mai avverato [e non smetto mica di sognarlo eh] che uscissi dalla doccia e magicamente pesassi 10kg in meno, ma qualche soddisfazione personale, una bozza di famiglia e un giro per il mondo, quelli si. Non mi e´ mai capitato pero´ che i sogni si avverassero senza che, come nelle fiabe [forse c’e´ un motivo per cui ce le raccontano], mi si presentassero davanti una fila di antagonisti, discese agli inferi, mostri e draghi da vincere, strade da percorrere a piedi. Forse allora e´ così che si dice che causiamo i nostri sogni, forse vogliono solo dirci che dobbiamo lavorare per essi, combattere, camminare a lungo e perderci. Che sogniamo di notte o di giorno, inconsciamente o ad occhi aperti, siamo sempre noi stessi, che ci stiamo dicendo che abbiamo una missione da compiere. E, fidatevi, non possiamo pensare qualcosa che non abbiamo gli strumenti per fare.
E voi? Quali sono i vostri sogni?

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“Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio” Salvador Dali´

French Concession e uno strano profumo di casa

Sono le due del pomeriggio e un sole tiepido scalda il mio dopo pranzo. Il cuore della città e´mattoncini grigi e rossi, stradine e viali alberati e vetro alto e metallo. Nell’aria si respira un profumo vagamente europeo.
Vagamente. Le facce delle persone, le lingue che non capisco e i grattacieli magnifici che vedo attorno a me, mi fanno invece pensare a tutto, meno che all’Europa. Manca quella sensazione di essere in un grande paese di provincia. Mi sorprende, invece, la mia aspirante insegnante di inglese, Coco, che, forse per convincermi a spendere una cifra folle, mi spiega che se voglio lavorare a Shanghai e non fare la sguattera forse sono già troppo vecchia. Mi scrive un incerto 35 su un foglio di carta e lo sottolinea. Ho quindi ancora 5 anni di bonus, non nella arcaica e arretrata Italia, ma nella Shanghai-centro-del-mondo, perché qui, se vuoi lavorare you must be young and you must be the top. Vorrei che leggessero queste parole quelli che si sbrodolano ogni giorno in un lamento costante. Il mondo e´cattivo? Forse. Se non vuoi farne parte puoi farti da parte. Sto fumando un sigaro e bevendo diet coke, nulla di meno romantico, ma quando tutti attorno a te pesano meno di 55kg, devi fare qualcosa e quel qualcosa non e´mangiare, purtroppo.

Back to me

Avete presente quegli uomini che, nonostante le minacce di evirazione, taglio di Sky, vendita/distruzione di moto/auto, continuano a non rinunciare al vizietto di una cornetta ogni tanto? Oppure quelli che, non ce la fanno, al semaforo proprio devono scaccolarsi? Ecco, io sono una di quelli, sempre con le dita nel naso. Si, perchè vedete, io a smettere di scrivere proprio non ce la faccio. E allora, visto che siamo qui, devo proprio dirvela tutta. Chi mi conosce sa che la scrittura è una passione che coltivo, tra alti e bassi, da anni e che da qualche tempo avevo trascurato. Un rapporto travagliato, potremmo definirlo. L’evento scatenante del Back to me, possiamo chiamarlo così, lo devo alla scoperta spontanea di una conoscente e del suo debutto nel mondo della scrittura, nulla di che, ma sufficiente a scatenare quell’invidia incontrollata che mi ha ricordato perchè amo  tanto scrivere. Tracce. E coraggio. Per il coraggio è ancora troppo presto, ne riparleremo più avanti. Le tracce, sono invece il moto primordiale, il viscerale bisogno di lasciare detto qualcosa, di lasciare qualcosa di se a chi lo vuole conservare, o semplicemente osservare. Perciò eccomi di nuovo qui, in una versione rinnovata nel layout di Poveri cuori umani, più pulita, lineare, ma sempre intensa, intimistica, sempre con la pretesa di parlare di sentimenti, vita, di ‘queste Valentine’.

Per chi si chiede che fine abbiano fatto tutti i precedenti articoli, non disperate, non sono persi, sono altrove, chissà, forse in attesa di un un’altra strada da percorrere. Oggi ricomincio da qui, da me, sempre io, qui a raccontare storie a chi le vuol sentire.