Memorie di un’opera d’arte #recensioni #leggibili

“Memorie di un’opera d’arte” L. Scarlini (Skira, 2014)

Categoria: leggibili

On air: Je ne veux pas travailler (Edith Piaf), trucco nero sbavato e palcoscenico

To drink: Bollinger (bottiglie, casse)

Perché farlo: Il fascinoso ritratto di una donna misteriosa, folle, fatale e mortifera. Decadente e, allo stesso tempo, veloce, come l’epoca che scandisce il ritmo delle sue manie. Una storia infantile, sul tempo che passa e su un personaggio che pare non accorgersene, pur morendo in una, piccola, elegante nuvola nera. Discutibile la scelta dell’autore di raccontare le cronache della Marchesa Casati Stampa in terza persona, come in una pezzo di giornale troppo lungo, con un distacco che annacqua i toni forti e magici del personaggio.

Cit.: Mandai la commessa a portarle un piccolo dono della boutique. La ragazza trovò la Marchesa a letto, tutta truccata da vamp come un tempo, con una coperta di piume di struzzo nere, che consumava una colazione a base di pesce fritto e pernod liscio.

Voto: 6 e mezzo

 

Storia di un corpo #recensioni #leggibili

“Storia di un corpo” D. Pennac (Feltrinelli – ebook, 2012)

Categoria: #leggibili

On air: Non, je ne regrette rien (Edith Piaf)

To drink: granita di neve con l’orzata

Perché farlo: Perché racconta il materialismo storico di una vita con tenerezza, slancio e picchi di ironia. Perché è la storia del compagno di viaggio, il corpo. Una saga familiare visceralmente europea, in cui il corpo narratore ammira l’unione delle anime con una vena di amara e divertente invidia.

Cit.: E’ difficile capire cosa ci portano via, morendo, coloro che abbiamo amato. Lasciamo stare il nido degli affetti, la promessa dei sentimenti e le gioie della complicità, la morte ci priva della reciprocità, è vero, ma bene o male, la nostra mente compensa. […] Mentre i corpi sono vivi, i nostri morti tessono per noi i ricordi, ma questi ricordi non mi bastavano: mi mancavano i corpi!

Voto: 9