Storie da Bar (cinesi)

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fonte e immagine: Shanghaiist.com (quella vestita da Rhianna è la madre)

Dopo 10 anni lontano da casa, una ragazza 24enne, nel week-end, è finalmente tornata dai suoi genitori. Immaginate la grande sorpresa e sollievo capendo che loro figlia non era realmente morta in tutti questi anni, come avevano creduto, ma aveva solamente vissuto dentro un internet cafè  dopo l’altro.

La ragazza era scappata di casa a 14 anni, da Hengdian, nello Zhejiang, in seguito ad un brutto litigio con la madre.

Dieci anni dopo, un poliziotto l’ha trovata in possesso di un documento di identità falso in un internet caffè di Hangzhou. In centrale la sua vera storia è emersa. Ha detto alla polizia che dopo aver lasciato casa ha passato la sua vita mangiando e dormendo dentro gli internet cafè. Quando non mangiava o dormiva, giocava a giochi online. Senza un lavoro, è sopravvissuta con la carità di altri giocatori mossi a pietà, riporta Tencent.

Il poliziotto, anch’esso impietosito, ha dato 1000 yuan (circa 130 euro) alla ragazza e chiamato i genitori, che sono corsi ad Hangzhou per riportare a casa la figlia perduta. La madre ha detto ai giornalisti che non litigherà più con la figlia finché avrà vita.

La reazione di questi genitori è stata molto più soft di quella di molti altri che mandano i loro figli malati di internet presso i tristemente noti centri per la cura della dipendenza da internet, nella speranza che vengano guariti attraverso un training fisico in stile militare.

Nel 2008 la Cina è stata la prima nazione a dichiarare la dipendenza da internet una malattia. Al tempo la China Communist Youth League dichiarò che più del 17% dei diciassettenni del paese era dipendente da internet. Probabilmente ora il numero è aumentato e altri incidenti simili sono preoccupanti.

Ndr: Che la dipendenza da internet in Cina sia una piaga non è una novità. L’unica cosa che tutti, davvero tutti, i cinesi, di tutte le età e ceto sociale, hanno sempre in mano durante il giorno, qualsiasi cosa stiano facendo, che sia colazione, camminare o andare in bagno, è lo smartphone. Ma questo ormai succede anche da noi. Quello che non potrebbe mai accadere in una bar italiano è che il cameriere, finito il tuo cappuccino e trascorsi i canonici 15 minuti di occhiate dal bancone alla tazza vuota, ti permetta di traccheggiare a oltranza, senza chiederti con fare perentorio Desidera altro? …figuriamoci viverci 10 anni!

Creativita’ in grigio

Avete presente quelle giornate in cui avete l’umore color grigio tuta e non sapete perche´?
Quelle giornate in cui al lavoro si fa tipo archivio, pulizia nei cassetti, compressione posta in arrivo… insomma, qualunque cosa pur di evitare attivita´ creative. Attivita´ in genere. Ecco, io, non avendo un datore di lavoro non devo nemmeno inventarmi inutilita´ di copertura, posso tranquillamente continuare a fissare i piatti del pranzo che giacciono sconfitti sul tavolino del salotto [si´, ho mangiato sul divano]. Non so se ogni tanto il cervello fisiologicamente abbia bisogno di giornate in fermo lavori e ce le imponga. Forse negli ultimi anni mi sono semplicemente sempre non concessa di avere il cervello in pausa e adesso e´ strano passare una giornata come ieri, di estrema produzione e a seguire una come oggi, di creativita´ in grigio. Forse, anche, scrivere non e´ poi cosi´ semplice. Generalmente il tedio di queste giornate va di pari passo con il processo di imbruttimento, oggi non fa eccezione.

E, visto che siamo in vena di confessioni, vi volevo dire che, si´, l’abbiamo fatto, siamo scesi al FamilyMart in pigiama e ciabatte, di notte, per comprare vodka, cioccolato e caramelle gommose. Ora posso sentirmi definitivamente cittadina del mondo.