Dream Big – Prefazione a puntate #1

9788899436674

Valentina Accorsi, Epika Edizioni, 2017

E alla fine ho scritto un libro…

Le origini

Vola basso e schiva i sassi. Una eco popolare che rimbomba dal fondo della memoria arcaica, viscerale: la memoria dei parenti e del territorio; delle famiglie indissolubili di una provincia pesante e unita. Memoria prudente. Memoria matrigna. Radici che abbracciano o soffocano.

Dream Big nasce principalmente dalle radici. I racconti si sono costruiti in un tempo lungo, il tempo dei ricordi e quello dei sogni e tra gli spazi delle nostre città-regioni emiliane e dei continenti lontani. I personaggi raccontano delle loro famiglie, di quello che gli hanno dato e quello che gli hanno tolto; parlano della nostra terra in cui si lavora sodo senza troppi grilli per la testa.

Andare o restare? Tornare?

Cosa ci tiene legati al punto di vivere come una colpa della felicità raggiunta staccandosi dal nido? Ammesso che serva proprio, staccarsi.

Esiste una sola strada per la felicità?

(continua…)

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Come un figlio

Quando é nata Ada non ho pianto subito.

C’era un sacco di gente lí con noi: mio marito, la mia amica, due ostetriche, un sacco di sangue. A dire il vero la prima cosa che credo di aver detto é: “Le scarpe?!”, riferendomi a quelle di mio marito, sincerandomi che non si fossero sporcate (perché mio marito non ci pensa a come si veste e magari alla cena della vigilia ci viene con una felpa di Zara, ma in sala parto in camicia e scarpe e pantaloni nuovi). Comunque, non ho pianto subito.

Ada é nata alle 10 del mattino del 07 aprile 2015. Nel pomeriggio, quando gli entusiasmi si sono  calmati e tutti erano già tornati alle loro vite, siamo rimaste sole io e lei. Sole in quel letto alto con le lenzuola ruvide di pulito, in quella stanza piena di luce bianca, perché era un aprile già carico di primavera. Sdraiate una a fianco all’altra, stanche e vicine, ferme e in pace. Lí ho pianto.

Sono passati due anni e Ada non si é mai più addormentata al mio fianco senza combattere. Lei scalcia, piange, si rotola, fa di tutto per non dormire. Non si accoccola per non stare troppo comoda, non si appoggia per non rilassarsi. É sempre vigile, attenta, curiosa, pronta, ha sempre paura di perdersi qualcosa. Ogni giorno é una nuova battaglia.

Qualche giorno fa eravamo ancora a letto insieme e da sole, in un pomeriggio di sole che ci scaldava le lenzuola. Lei si rotolava ancora, ma stavolta verso di me.

“Mamma coccole”

Poi ha appoggiato la sua piccola testa biondina sulla mia pancia, mi ha preso la mano e ha chiuso gli occhi. Pian piano si é addormentata.

Mi é venuto da piangere ancora. Gli amori non sono istantanei, la fiducia non é incondizionata; hanno bisogno di tempo, cura e conoscenza. Come un figlio.

Real Doll #recensioni #leggibili

“Real Doll” V. Rialzo, (Epika Edizioni, 2015)
Categoria: leggibili
On air: Right Here, Right Now (Fatboy Slim)
To drink: Gin&Tonic
Perché farlo:  Perché non sono racconti erotici. Il sesso non c’entra nulla, c’entriamo noi. E chi é senza peccato scagli la prima pietra: chi non si é mai sentito perduto, alla fine, desolato; chi non ha mai fatto nulla per consolazione o per puro egoismo; chi non é mai stato solo. Chi si sente salvo dai sentimenti oscuri, non lo legga nemmeno, questo libro. Questo libro é per i sinceri o per chi mente, ma sapendo di mentire.
Cit.: Sono esausto, stremato, consumato.
Voto: 8
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Estratto #2

Invece, l’amore, o lo si accetta nella quantità e nella maniera in cui, chi ce lo da, può farlo, o non ci si libera mai. Mia madre non si liberava di Dana quanto Dana non si liberava del bisogno d’amore in generale.

[Dream Big, 2017, Bozze in revisione]

Ma siamo qui, a Modena – Photopost

La mattina era fredda e luminosa e io dovevo decidere come far finire un racconto. Avevo bisogno di camminare.

A Shanghai cammino tanto, le strade sono lunghe e dritte e la mente può occupare tutto lo spazio che trova. Posso camminare per inerzia per chilometri, finché non ho un finale, finché non ho una svolta nella storia. Mi piace camminare quando fa freddo.

Ma siamo qui, a Modena e le strade sono piene di incroci, curve, ostacoli e distrazioni. Sono piccole e tagliano il cielo in azzurre stelle filanti. Qui i racconti ce li ho dentro, devo solo trovare il modo di rappresentarli. Mi piace ancora camminare quando fa freddo.

Questa mattina Modena era una meraviglia. Il cielo sembrava un mare e io ci ho letto come è iniziato un amore.