L’amica geniale #recensioni #leggibili

“L’amica geniale” E. Ferrante, (Edizioni e/o, 2011)

Categoria: leggibili

On air: Dalla pace del mare lontano, Sergio Cammariere

To drink: un bicchiere d’acqua, dal rubinetto

Perché farlo: Perché è il tipico bel libro ben scritto. La narrativa è scorrevole, evocativa, accesa. Parla tanto dell’amore per i libri e questo, inevitabilmente, mi piace molto. Sebbene ciò, all’ultima pagina (ma l’impressione aveva iniziato a crescere già al 70% del libro), la voglia di proseguire attraverso il secondo volume della quadrilogia era del tutto mescolata alla perplessità. In particolare, l’aspettativa altissima per lo sviluppo del rapporto tra le due ragazze e le sue implicazioni emotive, era del tutto scemata. La relazione tra i due personaggi non cresce, non si evolve: le ragazze della fine del libro sono le stesse identiche bambine delle prime affascinanti pagine. Questo, oltre che deludente, risulta perfino irritante: per l’ennesima volta vengono rimarcati gli stessi (condivisibili, egregiamente descritti) sentimenti di invidia mista ammirazione, insoddisfazione continua. Sono sentimenti lenti, inverosimilmente lenti; lentezza che rende, infine, inverosimile anche il moto di fuga della protagonista delle ultimissime scene.

Cit.: <Se non c’è amore, non solo inaridisce la vita delle persone, ma anche quella delle città>. Non mi ricordo come si espresse di preciso, ma il concetto era quello, e io lo associai alle nostre strade sporche, ai giardinetti polverosi, alla campagna scempiata dai palazzi nuovi, alla violenza in ogni casa, in ogni famiglia.

Voto: 7