Il treno

La luce azzurra del mattino bussa piano alle mie palpebre. Una prima fessura coraggiosa si spiega appena al giorno che arriva, poi, l’occhio stanco si richiude istantaneamente. Sono quasi le cinque e l’alba è già alta, operosa nella sua limpidezza. Il vagone letto che ci ha cullato fin qui ormai è stanco, non vede l’ora di arrivare. Manca poco, Shanghai è vicina. Lei dorme, si sveglierà giusto in tempo per l’arrivo. Sono stanco anch’io, ma ce l’abbiamo quasi fatta. Siamo il viaggio da molte ore e ho smesso di contare le stazioni periferiche in cui ci siamo fermati appena dopola partenza. Arrivare dentro Shanghai in treno è come entrare in un ristorante dal retrobottega: ne vedi il cuore, il motore, i quartieri laboriosi, i palazzi in costruzione; solo in lontananza, nel salone da ricevimento, scorgi i piatti elaborati delle pietanze principe, i grattacieli vanitosi e i vetusti e affascinanti palazzi d’epoca. E’ ora di raccogliere le nostre cose sparse e prepararci. Il bisonte che cavalchiamo inizia a rallentare e noi siamo pronti.

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Peninsula, Shanghai 2014