Velocissima considerazione [veloce almeno 16 anni] sulle resistenze

L’altra sera seguivo un programma molto serio [questo], in particolare l’intervento molto serio di un tecnico in merito alla questione 730 precompilato.

Cito l’esperto: “[…] tale provvedimento potrà mettere in difficoltà quella fascia di persone che non hanno dimestichezza con lo strumento informatico.”

Allora, non so a casa vostra, ma a casa mia internet è arrivato nel 1999. 1999. Sedici anni fa. E mio padre non era Bill Gates. Era l’internet che per collegarti sentivi i rumori del fax, che mammaaaa metti giù il telefonoooo!, che scrivevi le mail su outlook offline e ti collegavi per l’invia/ricevi. Era quello che, la cosa più social che aveva erano le chat room, in cui usavi il nickname [per lo più imbarazzanti] perché su internet ci sono i malintenzionati. Sedici anni mi sembra un buon periodo per il rodaggio di uno strumento.

Continua: “[…] penso ad esempio alle persone anziane o ai più giovani.”

Passi per le persone anziane [che, in ogni caso, 16 anni fa potevano avere 50 anni circa e il tempo e la lucidità di apprendere i rudimenti, forse, li hanno avuti], ma i più giovani? Ovviamente, parliamo di più giovani non in età scolare, in quanto riferendosi alla dichiarazione dei redditi si parla di giovani che lavorano e anche più che saltuariamente. Quindi parliamo di un venticinquenne che non è in grado di effettuare un accesso ad internet e modificare un documento.

Non volendo considerare che il parere del tecnico fosse velato da pregiudizio, il problema non è credere che tale opinione corrisponda alla realtà, ma che la realtà sia tale. E il problema ancora più serio è che ci si accanisca contro lo strumento informatico, quando ci si dovrebbe preoccupare che esistano intere fasce di popolazione tagliate fuori da mezzi di comunicazione che, in tutta sincerità, c’è da vergognarsi a definire nuovi.

Tu chiamale su vuoi, resistenze.