Neroli #labellezzadelleparoleinutili #weekundici

Considera l’imprevisto

[L’ultima volta che sono rimasta prigioniera della neve era il 2012 e in casa eravamo in due. Nevicò tutta la notte e la mattina le auto erano sepolte da una coltre inespugnabile. Abitavamo nel nostro minuscolo appartamento, il primo. Il primo in cui abbiamo dormito insieme, il primo che abbiamo iniziato ad arredare. L’appartamento in cui siamo entrati e usciti mille volte con le valigie di un week-end da qualche parte in Europa o al mare; la porta dell’appartamento che, un sabato mattina, ti sei chiuso alle spalle e, piano, mi hai raggiunto sul letto, con un anello appena comprato, per chiedermi se volevo sposarti. L’appartamento in cui ho pianto e tu mi hai consolata. L’appartamento in cui ti ho aspettato, tutte le volte che partivi per la Cina, senza immaginare che un giorno avremmo avuto una seconda casa, lì. Il primo posto che è stato casa, per noi. Quella mattina, considerato l’imprevisto, decidemmo che era la giornata perfetta per bere champagne dalla mattina. Aprimmo il divano-letto, aprimmo una bottiglia, poi due, almeno tre. Sotto quel piumone, il nostro imprevisto perfetto. E poi le risate e i discorsi che amiamo tanto fare e che sono quello che più ci manca, parlare. Oggi, sotto tutta quella neve bianca, ero da sola. Abbiamo pranzato, io pranzato tu cenato, insieme, a lume di webcam, provando a parlare, della nostra giornata senza pretese.]

DSC_0720

2 pensieri su “Neroli #labellezzadelleparoleinutili #weekundici

  1. La linea d'ombra ha detto:

    Uao, complimenti per questo articolo, racconti di una storia assolutamente personale eppure riesco a percepire le tue emozioni, si trasformano in qualcosa di universale che riguarda anche i miei ricordi. Bello :)

    Mi piace

I commenti sono chiusi.