Memorie di un’opera d’arte #recensioni #leggibili

“Memorie di un’opera d’arte” L. Scarlini (Skira, 2014)

Categoria: leggibili

On air: Je ne veux pas travailler (Edith Piaf), trucco nero sbavato e palcoscenico

To drink: Bollinger (bottiglie, casse)

Perché farlo: Il fascinoso ritratto di una donna misteriosa, folle, fatale e mortifera. Decadente e, allo stesso tempo, veloce, come l’epoca che scandisce il ritmo delle sue manie. Una storia infantile, sul tempo che passa e su un personaggio che pare non accorgersene, pur morendo in una, piccola, elegante nuvola nera. Discutibile la scelta dell’autore di raccontare le cronache della Marchesa Casati Stampa in terza persona, come in una pezzo di giornale troppo lungo, con un distacco che annacqua i toni forti e magici del personaggio.

Cit.: Mandai la commessa a portarle un piccolo dono della boutique. La ragazza trovò la Marchesa a letto, tutta truccata da vamp come un tempo, con una coperta di piume di struzzo nere, che consumava una colazione a base di pesce fritto e pernod liscio.

Voto: 6 e mezzo