Neroli #labellezzadelleparoleinutili #weekcinque

Apologia [delle parole inutili]

“Il vero luogo natio e´ quello dove per la prima volta si e´ posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono stati i libri.” M. Yourcenar

[I libri fanno accadere cose meravigliose nella vita di chi legge. E il tempo che abbiamo per leggere e´ il dono più grande e incompreso. Il tempo che riempiamo ogni giorno di noi, interessa agli altri nella stessa proporzione in cui affanna chi lo vive. Quanto e´ maggiore il tedio che la vita ci propina quanto più chi ci circonda si alimenterà di questa stagnante insoddisfazione. Ricordate l’ultima volta che, la serenità e´ stata con voi e un amico vi ha chiesto ‘Raccontami della tua serenità!’? A nessuno importa della vita serena e dei segreti che nasconde. Se avete tempo per leggere o ancor più, per scrivere, vi sorprenderete di quanto nessuno, anche se tra chi vi e´ più vicino, si chiederà come procedono i vostri studi. Non uscite dal cliché che amici e parenti vi hanno cucito addosso, non potrebbero sopravviverne. Vedete, solo chi ama profondamente la bellezza e vi ha dedicato buona parte della propria vita può condividere con voi ciò che nasce quando si legge un nuovo libro o comprendere gli istanti densi di significato che si producono nella memoria viva di chi scrive. Solo questi gioiranno e faranno domande e daranno consigli. Solo questi non si aspetteranno da voi, ma aspetteranno con voi. La lettura, come la scrittura, si annoverano tra i bisogni primari, esattamente nella stessa pancia di significato del mangiare. Sono gesti del portare dentro e del portare fuori, nutritivi, gesti della bellezza. Certamente, c’e´ chi compie anche il gesto del mangiare in maniera meccanica, senza goderne, del cibo, del luogo, dell’esperienza, di ciò che si diviene dopo una cena ben fatta. Sono semplici, non malvagi. Ma, chi mangia gustando il sapore, chi sceglie le pietanze con la gioia del bambino e con l’occhio di visita un museo, chi legge pensando ad abbellire le proprie viscere, chi scrive pensando a lucidare il cancello del proprio giardino segreto, sapendo che lui solo, lui solo e pochissimi altri, godrà del piacere del farsi mutare dalla bellezza: solo questi sanno far accadere cose meravigliose in mondi immaginari. ]

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