#runbabyrun

Tra i vari regali che mi sono fatta da quando e´ iniziata la nostra avventura cinese, c’e´ anche [che più che un regalo e´ una necessita´] quello di curarmi di più del mio corpo. Diciamocelo, all’alba dei trenta non e´ più
la stessa cosa [neanche all’alba dei venticinque, ma mi sono concessa cinque anni di incoscienza]. Un po’ stronza lo sono sempre stata: gli sport di gruppo non mi piacciono, non mi piace socializzare quando sono sudata e struccata, le palestre sono ricettacoli di personaggi incredibili che possono andare bene solo per il mio primo romanzo, per la piscina bisogna sempre sfoggiare una depilazione playboy e non sono abbastanza ricca per un personal trainer. Insomma, ho scelto ciò che mi permette di socializzare il minimo indispensabile e di non essere eccessivamente ridicola mentre lo faccio, il running. E devo dire che mi piace. Non ho fiato e vedo i 5km lontani come Antonino Spadaccino vede lontano il successo [se non ti ricordi chi e´ Antonino Spadaccino passi troppo poco tempo sui social e su canale5]. Nonostante questo, qualche primo successo l’ho portato a casa. Il B-side, ad esempio, ne giova immediatamente. L’autostima pure. Ecco, parliamo un po’ dell’autostima e della differenza tra correre sui marciapiedi di Shanghai e nella periferia modenese.
Corsa a Shanghai:
– esci in maglietta perché vedi una cosa che sembra sole, lassù, e, sicuro come la scarpetta nel ragù, dopo dieci minuti ti ritrovi a correre sotto una pioggerellina pungente e stronzissima;
– tutti, ma dico tutti, maschi, femmine, vecchi e bambini, ti guardano e ti giudicano. Se sono in un negozio, escono e si fermano sulla soglia. Se sono in scooter, si fanno venire un crampo al collo e rischiano un frontale. Se ti va proprio male, ridono.
Corsa Italiana:
– 30 minuti e quattro strombazzate arrapate di clacson, un fischio, uno che rallenta per guardarmi il culo e un giardiniere che urla La prossima volta vengo anch’io eh!
– serve altro? NO. L’autostima guadagnata mi ha consegnato almeno una settimana di autonomia. Come si fa a non amare un’Italia così?