French Concession e uno strano profumo di casa

Sono le due del pomeriggio e un sole tiepido scalda il mio dopo pranzo. Il cuore della città e´mattoncini grigi e rossi, stradine e viali alberati e vetro alto e metallo. Nell’aria si respira un profumo vagamente europeo.
Vagamente. Le facce delle persone, le lingue che non capisco e i grattacieli magnifici che vedo attorno a me, mi fanno invece pensare a tutto, meno che all’Europa. Manca quella sensazione di essere in un grande paese di provincia. Mi sorprende, invece, la mia aspirante insegnante di inglese, Coco, che, forse per convincermi a spendere una cifra folle, mi spiega che se voglio lavorare a Shanghai e non fare la sguattera forse sono già troppo vecchia. Mi scrive un incerto 35 su un foglio di carta e lo sottolinea. Ho quindi ancora 5 anni di bonus, non nella arcaica e arretrata Italia, ma nella Shanghai-centro-del-mondo, perché qui, se vuoi lavorare you must be young and you must be the top. Vorrei che leggessero queste parole quelli che si sbrodolano ogni giorno in un lamento costante. Il mondo e´cattivo? Forse. Se non vuoi farne parte puoi farti da parte. Sto fumando un sigaro e bevendo diet coke, nulla di meno romantico, ma quando tutti attorno a te pesano meno di 55kg, devi fare qualcosa e quel qualcosa non e´mangiare, purtroppo.