Back to me

Avete presente quegli uomini che, nonostante le minacce di evirazione, taglio di Sky, vendita/distruzione di moto/auto, continuano a non rinunciare al vizietto di una cornetta ogni tanto? Oppure quelli che, non ce la fanno, al semaforo proprio devono scaccolarsi? Ecco, io sono una di quelli, sempre con le dita nel naso. Si, perchè vedete, io a smettere di scrivere proprio non ce la faccio. E allora, visto che siamo qui, devo proprio dirvela tutta. Chi mi conosce sa che la scrittura è una passione che coltivo, tra alti e bassi, da anni e che da qualche tempo avevo trascurato. Un rapporto travagliato, potremmo definirlo. L’evento scatenante del Back to me, possiamo chiamarlo così, lo devo alla scoperta spontanea di una conoscente e del suo debutto nel mondo della scrittura, nulla di che, ma sufficiente a scatenare quell’invidia incontrollata che mi ha ricordato perchè amo  tanto scrivere. Tracce. E coraggio. Per il coraggio è ancora troppo presto, ne riparleremo più avanti. Le tracce, sono invece il moto primordiale, il viscerale bisogno di lasciare detto qualcosa, di lasciare qualcosa di se a chi lo vuole conservare, o semplicemente osservare. Perciò eccomi di nuovo qui, in una versione rinnovata nel layout di Poveri cuori umani, più pulita, lineare, ma sempre intensa, intimistica, sempre con la pretesa di parlare di sentimenti, vita, di ‘queste Valentine’.

Per chi si chiede che fine abbiano fatto tutti i precedenti articoli, non disperate, non sono persi, sono altrove, chissà, forse in attesa di un un’altra strada da percorrere. Oggi ricomincio da qui, da me, sempre io, qui a raccontare storie a chi le vuol sentire.

2 pensieri su “Back to me

  1. Vuc's ha detto:

    Se tu ricominci a scrivere, io incomincio a mangiare popcorn di fronte al pc. Bentornata. Ti sparo una dedica copiata da un tipo che dopo metto il nome.

    “Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene. Continuerà a mandarti dei segnali disperati, come la noia e l’assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione.” Massimo Gramellini.

    Quindi… BENTORNATA.

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